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martedì 16 aprile 2024

La bellezza secondo me


Una bellezza calabrese d'altri tempi: mia madre
Pomeriggio al supermercato (sembra quasi una canzone di Lucio Battisti:
"In un grande magazzino una volta al mese / Spingere un carrello pieno sotto braccio a te"...).
Mi guardo in giro alla ricerca di niente di particolare e vedo entrare, una dopo l'altra, 3-4 donne sui quarant'anni.
Mi colpisce il loro modo di camminare, di andare tra gli scaffali: chi rilassata, chi alla ricerca di quel solo prodotto da prendere, pagare e scappare a casa, chi con l'occhio sulla lista.
Vestiti diversi, colori diversi.
Ma una cosa in comune: la bellezza.
La bellezza delle donne calabresi.
Una bellezza fatta non di maquillage, di trucchi, di ritocchini.
Ma una bellezza fatta di sole, di pelle dorata, di una vita realizzata con cose semplici.
Non senza problemi, non senza patemi d'animo, preoccupazioni per i figli, per il lavoro che spesso non c'è o è precario.
Ma la bellezza di chi affronta tutto sapendo che, comunque, bisogna andare avanti; perché nessuno ha la bacchetta magica ma il sole, il mare, l'aria che sa di buono e di pulito sono dalla tua parte.
Sapendo che nessuno in questa terra è mai veramente morto di fame perché la Calabria è tutta una sola grande famiglia.
E la bellezza, quella vera, è fatta di serenità d'animo, di coraggio, di consapevolezza.

lunedì 1 marzo 2021

Io contesto (II). Appunti.

Io contesto la riduzione dell'uomo a massa, addomesticabile e uniformante,
creatrice di zombie sbavanti e/o di mostri eterocondotti.
Io contesto, perciò, ogni idea filosofica e politica che metta la massa sopra l'individuo, che giudichi la persona incapace di vita propria.
Io contesto non la scienza ma lo scientismo, che vuole spiegare con numeri, rette e angoli i moti dell'anima e gli slanci del cuore.
Io contesto coloro che per non confessare la confusione del proprio uomo interiore, con la quale vogliono confondere l'altro uomo, cambiano il significato delle parole perché non sanno (e non vogliono) chiamare le cose col proprio nome. Perché non hanno il coraggio (o la forza e la capacità?) di ammettere che l'impalcatura del proprio pensiero è debole, sul punto di crollare.
Io non contesto loro di avere un pensiero altro, diverso; ma di non voler fare un passo avanti e smetterla di dire che ciò che si conosce da sempre con un nome, un termine, non ha ora lo stesso contenuto.
Altrimenti diventa un gioco al massacro.
Ogni realtà è descritta da una parola, e dietro ogni parola c'è una realtà.
Se cambia la realtà (o il significato che ad essa si da') bisogna avere il coraggio e l'onestà di cambiare anche la parola che la descrive. È semplice logica.
Vedi una realtà diversa dietro parole usate da secoli? Famiglia, paternità, maternità?
Abbi la forza, la capacità e l'onestà intellettuale di dargli anche un nome diverso.
Cresci.
Ma non alle spalle di qualcun altro. 

(Per un uso consapevole della tua mente, comincia con l'usarla. Il resto verrà da sé.)

 

Tim il Guiscardo
Vice Comandante dell'Astronave Terra
(in attesa che torni il Capo)

venerdì 26 febbraio 2021

"Di chi è" il "bambino"? Manco fosse una fetta di torta..

È bello quando apri il giornale e trovi una notizia che conferma una cosa che
Che confusione...

pensavi da tempo, che tutti ti hanno contestato e che tutti hanno usato per salire anche loro sul piedistallo del vincitore del premio del più politicamente corretto.
La notizia è questa: un tribunale ha stabilito che gli embrioni conservati di una coppia che nel frattempo si è separata possono essere impiantati nella donna anche contro la volontà dell'ex partner.
Io traggo due semplici conseguenze, frutto della pratica delle cose:
 
1. il bambino (perché un embrione fecondato è un essere umano) diventa ufficialmente -lo dice la legge- un oggetto, una cosa, come una chiave del 12 o un tagliapizza;
2. il maschio diventa un semplice stallone, un toro da monta che, una volta fatto il suo dovere non ha più voce in capitolo su tutto ciò che segue.
 
1. Il bambino
Con la PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) è possibile far fecondare un ovulo nei casi in cui ciò non sia possibile in modo naturale. Una volta effettuato il trattamento, la scienza ha trovato il modo di congelare l'embrione per un impianto successivo. Ciò significa che se la coppia decidesse di rinviare, per motivi di salute o altro, l'impianto dell'ovulo fecondato con l'inizio del processo che porti alla luce il bambino (si dice infatti che il bambino "viene alla luce", perché in effetti è già nato al momento della fecondazione), ciò sarebbe possibile.
In questo caso, però, la coppia si è separata e l'uomo, donatore del seme, non acconsente all'impianto dell'ovulo e quindi alla venuta al mondo del bambino.
La donna invece lo vuole e il giudice le da' ragione.
Qui scattano due discorsi. 
Anzitutto l'aver congelato l'ovulo ha creato una situazione per cui abbiamo un bambino sospeso nel nulla, un oggetto che sta lì, in attesa che qualcuno si ricordi di lui.
Secondariamente: il bambino potrebbe anche non venire mai alla luce e rimanere per un tempo indeterminato in crioconservazione fino a che... boh! non sono un medico e quindi non posso dire niente.

2. L'uomo
L'uomo diviene, con questa sentenza, un semplice donatore di seme, come quegli stalloni o tori da monta che servono solo per la riproduzione.
Infatti anche in questo caso (come nel caso della possibilità di abortire da parte della donna) non ha voce in capitolo.
Ora di certo non sarei stato contento se l'uomo avesse potuto decidere di uccidere il feto non facendolo impiantare.
Ma comunque, vedendo la cosa da ogni angolazione, il suo compito resta sempre quello di donare il seme (che differenza trovate a questo punto tra chi lo fa per soldi e questa situazione?).
È infatti la donna a decidere cosa fare. Per cui se fosse stato l'uomo a voler impiantare l'ovulo (in un altro utero) la donna poteva in questo caso opporsi e il bambino non sarebbe mai nato.

Domande finali.
Si dice che la legge cristallizzi ciò che la società produce, nei limiti di determinati paletti messi da qualcuno.
Mi chiedo: il bambino è ancora frutto dell'amore tra un uomo e una donna?
Che differenza trovate tra due ex coniugi che litigano sull'affidamento del cane/gatto e due ex coniugi che litigano (tanto da arrivare davanti ad un giudice) sul far nascere o meno un figlio che avevano prima voluto (si presume...)?
 
Tim il Guiscardo
Vice Comandante dell'Astronave Terra
(in attesa che torni il Capo)
 

 
  
 

 

lunedì 22 febbraio 2021

Passione e conoscenza: per crescere da uomini

Che fine hanno fatto i gilet gialli?
E i gilet arancioni?
E le sardine?
Che fine hanno fatto i giovani d'oggi? I millenial?
Siamo la società dello spritz e della pizza, della piadina al volo e del cinese.
La maggiore preoccupazione tra i nostri giovani per questa pandemia è che bar e ristoranti sono chiusi e non possono socializzare. Qualunque cosa voglia dire socializzare
Non ho sinceramente ancora sentito un ventenne lamentarsi della chiusura di cinema, teatri, musei.
Per la carità: ce ne saranno certamente!
Ma la percezione, da uomo della strada, è quella: abbiamo messo al mondo giovani che non hanno passioni.
Certo la colpa è sicuramente anche di noi che le passioni non abbiamo saputo trasmettergliele.
Ecco: la trasmissione.
Spesso mi chiedo: se la tecnologia ha messo in mano all'uomo una quantità (non sempre una qualità) di informazioni enorme, spropositato, a volte pericoloso, come mai la società odierna va precipitosamente verso il baratro dell'ignoranza crassa invece che verso una stagione di progresso condiviso?
Per essere pratici: perché in prima serata spopolano Barbara D'Urso e Maria De Filippi e non l'edizione di un'opera teatrale? O un documentario sulla vita dei popoli andini e/o sulle scoperte archeologiche (fatta salva la presenza della famiglia Angela; ma anche lì non ci sarebbe partita se messe a confronto le due proposte televisive in contemporanea).
In parola spiccie: perché più abbiamo tutto sotto mano e meno cresciamo culturalmente?
Io la penso così, ditemi se siete d'accordo:
- avere conoscenza di qualcosa (in ogni campo e a qualsiasi livello) richiede che poi la persona si impegni a trarne delle conseguenze.
Se conosco la carta dei diritti dell'uomo, devo poi mettere in pratica quei 30 articoletti.
Se conosco il codice della strada, lo devo rispettare.
Se so che una donna (un bambino, un disabile, un anziano), è un essere umano come me, devo trarne le conseguenze nelle mie azioni quotidiane: non posso fare il bullo.
Se so che c'è vita anche in un 'grumo di cellule' appena concepito, devo...
Eccetera eccetera.
- conoscere è (anche) avere responsabilità.
Ma se tutte queste cose le lascio fuori dalla porta della mia mente volontariamente, posso fare quel che mi pare, non mi sento responsabile delle mie azioni.
- conoscere richiedere poi il tempo della riflessione: approfondire, applicare, capirne i meccanismi e le motivazioni.
La storia dell'uomo è un continuum di scoperte, deduzioni, approfondimenti. E noi godiamo i frutti di questo processo.
Ma se ci fermiamo alla sola conclusione finale, siamo macchine che applicano processi già fatti da qualcun altro.
Ci manca, in questo caso, la possibilità di capire il perché di una cosa; e quindi anche la possibilità di criticarla, di modificarla, di renderla migliore.
 

 
Abbiamo così eliminato la differenza tra l'uomo, che è capace di andare al di là del proprio territorio, e un animale che invece si ferma a ciò che trova nelle vicinanze e che si affida al suo solo istinto.
Tanto per fare un esempio: a nessun cane verrebbe mai in mente di andare su Marte per cercare segni di vita e la possibilità di viverci per l'uomo. Poi possiamo essere d'accordo o meno sul fatto che abbiamo così tante cose da risolvere sulla terra che questi viaggi sono una perdita di tempo, danaro e risorse umane. Ma anche per fare un ragionamento del genere abbiamo bisogno di elevarci dallo stato animale.
Mi chiederete, giustamente, cosa c'entra il discorso sulla passione con cui ho iniziato il post, con la volontà di conoscere con cui sto concludendo.
Per me c'è attinenza, perché avere una passione significa proprio interessarsi a qualcosa che sappiamo può darci dei benefici (a qualsiasi livello). E se ci interessiamo vuol dire che abbiamo conosciuto.
 
I gilet gialli o arancioni, le sardine, sono stati spazzati via dalla pandemia.
La figura di Antigone, invece, resta sempre viva, ci si può abbeverare a ciò che lei rappresenta in ogni istante.

Tim il Guiscardo
Vice Comandante dell'Astronave Terra
(in attesa che torni il Capo)